Il costo del treno (piuttosto alto) è in parte giustificato dalla precisione delle corse, dalla minuziosa informazione in stazione e durante il viaggio, dalla comodità e dalla pulizia delle vetture, complice una buona educazione che qui viene data per scontata.
Ripartiamo alle 9.05, ci lasciamo alle spalle un paio di paesoni dell'interland di Glasgow, poi ecco la tipica campagna inglese.
Quindi il panorama cambia rapidamente.
In breve il paesaggio si fa montuoso: ampi pascoli che a tratti cedono il passo a fitte pinete fin sulle cime, poi ancora pascoli costellati qua e là da piccole macchie di abeti.
E' incantevole.
Ora, lasciatemi spiegare come la scelta di Rannoch quale meta intermedia del nostro secondo giorno di gita sia stata frutto di un'oculata strategia turistica: il fatto è che uno dei membri della spedizione ha puntato un dito a caso sulla cartina e ha detto 'ci fremiamo qui: mi piace il nome!'
Ma cosa c'è da vedere a Rannoch? Beh, appena scesi dal treno ci accorgiamo che a Rannoch c'è la stazione con una bella balconata di viole sotto la finestra e una graziosa tea room che, ci dicono, 'aprirà dopodomani'.
Saliamo sull'attraversamento pedonale dei binari e ci incamminiamo sull'unica strada che parte da lì e si snoda in mezzo alle colline. A poche centinaia di metri incontriamo una bellissima 'guest house' davanti alla quale due nonnine sedute su una panchina in legno sorseggiano un the e leggono un libro condividendo lo stesso plaid sulle ginocchia.
Davanti a noi il nulla... se di nulla vogliamo parlare!
Sotto i nostri piedi il pendio degrada dolcemente fino a un immenso lago, a destra e a sinistra ancora prati ondulati, interrotti qua e là dal luccicare di piccoli corsi d'acqua che affiorano dal tappeto paludoso, più in là ancora il contorno di un lago; alle nostre spalle le colline che si alzano fino a raggiungere cime dal contorno mai troppo aspro e ricoperte da fitti boschi di sempreverdi; in lontananza il viadotto della ferrovia che si slancia su di un ponte di ferro verde come il panorama alle sue spalle.
Il cielo è limpido come raramente accade da queste parti e la luce del sole inonda uniforme la campagna riflessa nei molti specchi d'acqua.
Decidiamo di raggiungere la riva di un lago per fermarci a mangiare, ma con calma: la pace che regna tutto attorno detta il ritmo dei nostri passi... infondo non dobbiamo mica prendere un treno... almeno fino alle tre del pomeriggio.
Improvvisamente da dietro una piccola macchia di arbusti più alti, un branco di capre selvatiche ci attraversa davanti scomparendo a grandi balzi oltre le collinette nella direzione del lago a cui siamo diretti. Decidiamo di lasciare la strada e procediamo seguendo gli animali.
In verità noi siamo molto meno agili... (solo perché loro non hanno gli zaini!!) e il verde più intenso dei parati si rivela intriso di acqua. Io sprofondo con gli scarponi nel terreno paludoso e mi lamento: ma dovevamo proprio lasciare il sentiero! 'Se lo fanno le capre possiamo farlo anche noi!' sentenzia la guida (nonché ideatore/organizzatore/fotografo ufficiale) del nostro tour.
Ritroviamo un sentiero, poco dopo una strada di terra battuta e, qualche centinaio di metri più avanti lo spettacolo 'paga'...
Davanti a noi ecco il lago con la vegetazione che declina dolce sul greto sabbioso. La superficie, dorata dal sole, è appena increspata dalla leggera brezza che fa frusciare i pini alle nostre spalle e tutto attorno ancora quel magnifico orizzonte appena ondulato che lascia correre lo sguardo all'infinito... da togliere il fiato.
Poi prevale la fame: apriamo gli zaini e diamo fondo alle provviste!
Solo un'ultima considerazione: ma nel pacchetto turistico non era compreso anche un meraviglioso Highlander che mi doveva togliere d'impiccio e portare nel suo cottage offrendomi un the mentre calze, scarpe e... pantaloni asciugavano davanti al camino?
MI DICONO DI NO!
Alle tre riprendiamo il nostro treno alla stazioncina di Rannoch e raggiungiamo Fort William.
DOMANI IN TRENO DA FORT WILLIAM A MALLAIG E RITORNO
CON UNA CORSA DAVVERO SPECIALE!
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